Il bike to work di un'infermiera durante il lockdown

3 Maggio 2020

Chiara è un’infermiera e solitamente si reca al lavoro in automobile. Qualche mese fa le abbiamo chiesto di provare ad andare al lavoro in bicicletta. Lei ha raccolto con determinazione la sfida e ci ha raccontato in questa breve intervista com’è andata.

Quando hai cominciato ad andare al lavoro in bicicletta?

Ho cominciato ad andare al lavoro in bicicletta a partire da marzo, con l’inizio della bella stagione. “Strada per tutti” mi ha suggerito di prendere in considerazione l’ipotesi di andare in bicicletta al lavoro per un mese cambiando le mie abitudini, così, ho deciso di cimentarmi a questa sfida.

Qual è la distanza casa-lavoro e quanto tempo impieghi?

Abito a Olgiate Olona e lavoro a Castellanza. La distanza casa-lavoro è  di circa 5 chilometri e ci impiego 15 minuti (velocità media 20 km/h).   Solitamente all’andata ci metto di meno perché devo iniziare il turno di lavoro, mentre al ritorno me la prendo comoda e mi godo il tragitto.

Ci sono delle cose positive che hai riscontrato in questo cambio di abitudine? Se si, quali?

Devo dire che è stato positivo anche perché altrimenti non avrei continuato ad utilizzare la bicicletta. È diverso fare uno spostamento dentro la macchina rispetto ad essere all’aria aperta e poter vedere quello che c’è intorno. È una sensazione diversa, questo è poco ma sicuro. Inoltre usare la bici mi permette di fare attività fisica che fa bene alla salute. In questo mese mi sono resa conto che non ho dovuto fare 20/40 € di benzina alla macchina. Ora ho quei soldi da spendere per altre piccole cose.

Infine, quando inizio il turno al pomeriggio, posso entrare senza problemi e non perdo tempo a trovare parcheggio fuori dall’ospedale perché non c’è mai posto per le automobili.

Qual è la differenza in termini di tempo con l’automobile?

In automobile ci metterei 5 minuti in meno. Però devo dire che non mi pesa metterci quei 5 minuti in più in bicicletta. La variabile del tempo non deve essere considerata l’unico elemento per valutare i pro e i contro di uno spostamento.

A livello di sicurezza, hai notato delle differenze tra prima e dopo il lockdown?

Sicuramente ci sono meno automobili in giro e questo mi ha fatto avere una percezione di maggior sicurezza. Purtroppo però ho notato che i pochi automobilisti in circolazione si prendevano un po’ troppe libertà: vedendo che non c’era nessuno in giro, non rispettavano i limiti di velocità, creando potenziali situazioni di pericolo.

Se tu avessi la “bacchetta magica” per modificare le cose, che cosa faresti per migliorare la sicurezza e in generale l’esperienza di chi si sposta in bicicletta?

Dalla mia esperienza, partirei dalla manutenzione delle strade. Nel mio tragitto casa-lavoro in molti casi sono costretta a spostarmi momentaneamente verso il centro della carreggiata per evitare tombini e buche. Questo mi ha comportato più volte la caduta della catena. Se ci fossero piste ciclabili continue, sarebbe tutto molto più bello e più semplice. Nei 5 chilometri di tragitto tra casa mia e l’ospedale ci sono solo 100 metri di pista ciclabile, che sono inutili, però anche solo fare quei 100 metri è tutta un’altra cosa piuttosto che stare in strada con le automobili.

Come hai accennato prima, la sicurezza di chi si muove in bici dipende anche dai comportamenti più o meno responsabili degli automobilisti. Sappiamo che è sbagliato ragionare per “categorie” (ciclisti vs automobilisti) perché siamo persone che scelgono un mezzo piuttosto che un altro per spostarsi. Visto che tu hai entrambi i punti di vista, che cosa consigli alle persone alla guida di automobile per evitare di creare situazioni di pericolo?

Sicuramente consiglio di rispettare i limiti di velocità. Se un’automobile mi sorpassa a 40 km/h mi sento più sicura piuttosto che se mi supera a 80 km/h. Mi sembra importante dirlo perché la percezione che si ha all’interno dell’abitacolo è molto distorta e la velocità costituisce un potenziale pericolo per gli altri utenti della strada.

E poi consiglio di essere al 100% concentrati sulla guida. Mi è capitato di rischiare incidenti per colpa di persone distratte dal telefono.

divisore strada