Mobilità post-Covid: come evitare di rimanere imbottigliati nel traffico

30 Aprile 2020

Stando all’ultima comunicazione del Presidente del Consiglio, il 4 maggio numerose attività potranno riaprire. Tuttavia, rimangono alcune questioni che, se non verranno risolte, rischiano di bloccare il Paese proprio nella fase della “ripartenza”.

Ad oggi, non è stato trovato un vaccino efficace, pertanto il virus rappresenta ancora una minaccia per la nostra salute. Nei prossimi mesi, ci verrà richiesto di adottare delle misure di prevenzione come il distanziamento sociale per limitare il rischio di contagio. Questo tema è facilmente riconducibile alla scelta del mezzo che useremo per spostarci: istintivamente ci verrebbe da scegliere l’automobile per sentirci al sicuro isolati da tutto e da tutti. Tuttavia potrebbe non essere la scelta migliore.

Che ne sarà di tutte quelle persone che prima si spostavano con i mezzi pubblici? Il problema è che se molte di queste persone sceglieranno l’automobile, si verificherà il blocco totale della circolazione. Infatti, un aumento del numero di veicoli sulla strada, comporterebbe un riduzione importante della velocità media di percorrenza. Basti pensare che a Milano, nell’ora di punta prima del Covid-19, la velocità media di un’automobile era di 8 km/h. 

Un altro aspetto da non sottovalutare è l’aumento della concentrazione di particolato nell’aria. Alcuni recenti studi affermano che la presenza di particolato nell’aria favorisce la diffusione del virus. Non dimentichiamoci che la Pianura Padana è una delle regioni più inquinate d’Europa, e l’unico modo per migliorare la qualità dell’aria è ridurre l’emissione di sostanze inquinanti. Abbiamo visto che, durante queste settimane di lockdown, la qualità dell’aria è migliorata sensibilmente; Occorre dunque trovare una soluzione alternativa per evitare di tornare ai livelli di inquinamento pre-COVID.

Servirebbe un mezzo di trasporto veloce, che occupi poco spazio, a zero emissioni, e che permetta di fare attività fisica per tenerci in forma (come abbiamo detto in questo articolo, l’attività fisica aumenta la capacità di combattere il virus).

[Bikeitalia.it]

Come comportarci senza rinunciare al diritto di spostarci?

Bikeitalia, un’azienda milanese che si occupa di mobilità sostenibile, ha recentemente pubblicato il documento Rete di mobilità di Emergenza (clicca qui per scaricare), in cui avanza una proposta attuabile nell’immediato, con bassi costi di realizzazione e soprattutto conforme alla normativa vigente. L’obiettivo è promuovere tutte quelle forme di mobilità attiva (biciclette, monopattini, ecc). Si tratta di realizzare un sistema di infrastrutture ciclabili e pedonali per garantire il distanziamento sociale e la sicurezza ai ciclisti e ai pedoni durante i loro spostamenti. I dati forniti dai vari PUMS affermano che oltre il 60% degli spostamenti è inferiore ai 5 km, una distanza facilmente percorribile in bicicletta. Permettere alle persone di non usare l’auto per i brevi spostamenti rappresenta un vantaggio anche per chi necessariamente deve usare l’automobile per lunghi tragitti. È necessario variare l’offerta di mobilità per evitare che le nostre strade vengano invase dalle automobili. 

 

Che ne sarà di tutte quelle persone che si spostavano con i mezzi pubblici? Il problema è che se molte persone sceglieranno l’automobile, si verificherà il blocco totale della circolazione. 

La città di Milano ha annunciato un piano di 23 chilometri di ciclabili. Questa linea è già stata adottata dalle città di New York, Berlino e Barcellona che hanno realizzato delle piste ciclabili di emergenza per evitare la paralisi del traffico.

Il documento pubblicato da Bikeitalia può essere utile a tutte quelle amministrazioni Comunali che dovranno affrontare il problema della mobilità.

Sicuramente il COVID-19 rappresenta una delle più grandi crisi del XXI Secolo ma, sappiamo che dietro ogni crisi si nasconde una grande opportunità. Abbiamo la possibilità di mettere in discussione il nostro sistema di mobilità e crearne uno nuovo, più efficiente, più sostenibile e più equo.

divisore strada